14/04/2007
Prima Lezione: la natura umana è un canestro pieno di frutta..
CARAVAGGIO, Canestra di frutta, 1597
Marzo 1587. Prima lezione dal Cardinale
Le lezioni erano di breve durata. A volte il cardinale mi chiedeva di disegnare il cesto di frutta che si trovava sopra lo scrittoio e senza smettere di parlare, mi indicava le parti del disegno che riteneva non conformi alla realtà.
"Osserva con serenità, non giudicare, lascia che le immagini risplendano di luce propria. Così potrai riconoscere il riflesso opaco di una mela marcia dal riflesso lucente della pera matura, e allo stesso modo, distinguere la differenza tra un fiore appassito da uno appena sbocciato. Freschezza e decadimento, lucentezza e opacità, armonia e contrasto. Solo con un paziente lavoro di osservazione è possibile percepire la composizione in tutte le sue contraddizioni. Non ci sono sfumature da cogliere , ma solo stati di vitalità, di maturazione o di verità. Nella luce non esiste la dimensione del compromesso e della gradazione dei valori, ma unicamente stadi assoluti identificati dal colore rosso, verde e blu.
La conoscenza della natura umana ti permetterà di procedere con ordine poiché il giallo, il colore proiettato dalla percezione sensoriale, permette di trasformare gradualmente il rosso in marrone, fino a definire tutte le gradazioni del verde. Questa prima operazione di differenziazione operata dal giallo corrisponde a una specifica opera di apprendimento delle virtù cardinali, l'unico antidoto che l'uomo dispone per discriminare la frutta marcia, il buono dal cattivo, il giusto dall'iniquo. Ecco, adesso il cesto di frutta è ben equilibrato: anche se l'immagine disegnata non corrisponde a ciò che si vede in realtà. Ciò che hai disegnato è un'interpretazione della vitalità, della maturazione e della verità operata dall'anima in conformità a un codice di valori che mutano in continuazione con l'esperienza e la conoscenza. Profondità, equilibrio delle forme e dei volumi, armonia compositiva e discriminazione prima intuitiva e poi cognitiva delle ombre sono parametri che permettono sia all'artista che al discepolo di Cristo di affrancarsi dallo stato di ignoranza in cui generalmente l'uomo carnale sprofonda come in una putrido pantano.
La conoscenza della natura umana, così come l'analisi del canestro di frutta, si apprende direttamente dall'osservazione dei comportamenti, dei gesti, delle parole e infine delle cose non dette o volutamente dimenticate. Omettere la parola è ancora più grave di un comportamento scorretto da cui si può ravvedere. Omettere la parola è più grave di un gesto ispirato dall'istinto da cui ci si può emancipare. Omettere la parola è più grave delle parole suggerite dalla pulsione che una volta soddisfatta può essere di nuovo ricondotta al bene. Non dimenticare di rispettare la parola data, ma allo stesso modo impegnati da dare la tua parola in tutte le situazioni in cui ti viene richiesto di ottemperare a un impegno a cui non sei preparato. Le prove aspettano sempre al varco. Non si può sfuggire alla legge della parola data in pegno del denaro, dell'amore, dell'amicizia o della verità, così come non si sfuggire alla legge degli impegni rigettati per codardia, interesse materiale, opportunismo, orgoglio e superbia.
Le mele marce si riconoscono non in coloro che non sanno rispettare gli impegni presi, ai quali è sufficiente la legge degli uomini ad insegnare, ma negli uomini che non si impegnano ad affrontare la verità e procedono attraverso la pratica dell' omissione, della mistificazione o della delega, spesso perpetrata con l'astuzia, l'inganno e la falsità, ad acquisire con determinazione un vantaggio materiale o un potere personale. Guardati dai codardi, dai lussuriosi, dagli opportunisti, dagli orgogliosi e soprattutto dai superbi. La superbia il peggiore dei peccati che l'uomo può compiere contro Dio.
Vorrei che tu leggessi con attenzione Sant'Agostino per cui la superbia coincide con la natura decaduta dell'uomo. Osservando le opere, le parole e le omissioni del superbo potrai comprendere pienamente le mie raccomandazioni e discriminare con serenità la luce dall'ombra, la freschezza dal decadimento, la lucentezza dall'opacità, l'armonia dal contrasto. La natura umana, ricordati, è come un canestro di frutta. Apparentemente in superficie gli uomini sembrano buoni, giusti, imparziali e corretti, ma in realtà , nell'Homine interiore decantato da Agostino, cova al suo interno l'elemento che lo conduce rapidamente in putrefazione. La caduta della natura umana nelle paludi putride generate dalla libido è uno dei temi cardine della dottrina del vescovo di Ippona e rappresenta il fulcro da cui può avere origine una razionale adesioni ai principi delle virtù. In ogni forma di apprendimento si deve procedere prima per negazione, affinché possa emergere con chiarezza gli effetti catastrofici generati da Lucifero nell'universo siderale.
La natura umana è sempre in bilico sul'estremità di un orrido. Finchè rimane sul piano orizzontale anche la frutta bacata presente in un canestro di frutta può essere gradita sia al palato che agli occhi, poichè anche l'errore, la superbia e l'orgoglio svolgono il loro ruolo all'interno dell'armonia"
Le parole del cardinale mi rimasero impresse nella memoria e solo dopo alcuni anni di studio, di riflessione e di indagine sulla natura delle sensazioni fisiche stimolate dalle forme, dai colori e dall'accostamento di elementi diversi all'interno di una unica rappresentazione, riuscii a dipingere il canestro di frutta che il prelato avrebbe voluto vedere dipinto. Anche adesso, mentre mi appresto a dipingere la lucente spada di Davide, ricordo con affetto la raccomandazione del Cardinale di rimanere umile al cospetto di coloro che detengono lo scettro della legge e della conoscenza.
CARAVAGGIO, Davide con la testa di Golia, 1605 Inciso nella spada: HASos HumilitAS Occidit Superbiam
" Sei solo un artista ignorante. Devi rassegnarti a fare della tua vita un banco di prova, di apprendimento e di ricerca. Non puoi illuderti di fare da solo. La conoscenza non è il frutto di un unico albero, ma è il raccolto delle rosse mele che crescono nel giardino delle esperidi. Usa il giallo come sfondo ed emergerà nella tua mente il bisogno di discriminare la bontà di ogni frutto, la giustezza del decoro delle foglie e la proporzione tra le parti non omogenee. Impara l'arte di salire sugli alberi per raccogliere i suoi frutti migliori. Non aspettare che cadano da soli, poichè verità, bellezza e conoscenza emergono nella mente al termine di una selezione accurata di ciò che matura nel cervello degli uomini. Cogli solo la frutta migliore, la più matura e gustosa e non cedere alla tentazione di rimanere pigro ad aspettare che il cibo adatto alla tua anima ti cada sulla testa, poichè ciò non accadrà mai."
Marzo 1587. Prima lezione dal Cardinale
Le lezioni erano di breve durata. A volte il cardinale mi chiedeva di disegnare il cesto di frutta che si trovava sopra lo scrittoio e senza smettere di parlare, mi indicava le parti del disegno che riteneva non conformi alla realtà.
"Osserva con serenità, non giudicare, lascia che le immagini risplendano di luce propria. Così potrai riconoscere il riflesso opaco di una mela marcia dal riflesso lucente della pera matura, e allo stesso modo, distinguere la differenza tra un fiore appassito da uno appena sbocciato. Freschezza e decadimento, lucentezza e opacità, armonia e contrasto. Solo con un paziente lavoro di osservazione è possibile percepire la composizione in tutte le sue contraddizioni. Non ci sono sfumature da cogliere , ma solo stati di vitalità, di maturazione o di verità. Nella luce non esiste la dimensione del compromesso e della gradazione dei valori, ma unicamente stadi assoluti identificati dal colore rosso, verde e blu.
La conoscenza della natura umana ti permetterà di procedere con ordine poiché il giallo, il colore proiettato dalla percezione sensoriale, permette di trasformare gradualmente il rosso in marrone, fino a definire tutte le gradazioni del verde. Questa prima operazione di differenziazione operata dal giallo corrisponde a una specifica opera di apprendimento delle virtù cardinali, l'unico antidoto che l'uomo dispone per discriminare la frutta marcia, il buono dal cattivo, il giusto dall'iniquo. Ecco, adesso il cesto di frutta è ben equilibrato: anche se l'immagine disegnata non corrisponde a ciò che si vede in realtà. Ciò che hai disegnato è un'interpretazione della vitalità, della maturazione e della verità operata dall'anima in conformità a un codice di valori che mutano in continuazione con l'esperienza e la conoscenza. Profondità, equilibrio delle forme e dei volumi, armonia compositiva e discriminazione prima intuitiva e poi cognitiva delle ombre sono parametri che permettono sia all'artista che al discepolo di Cristo di affrancarsi dallo stato di ignoranza in cui generalmente l'uomo carnale sprofonda come in una putrido pantano.
La conoscenza della natura umana, così come l'analisi del canestro di frutta, si apprende direttamente dall'osservazione dei comportamenti, dei gesti, delle parole e infine delle cose non dette o volutamente dimenticate. Omettere la parola è ancora più grave di un comportamento scorretto da cui si può ravvedere. Omettere la parola è più grave di un gesto ispirato dall'istinto da cui ci si può emancipare. Omettere la parola è più grave delle parole suggerite dalla pulsione che una volta soddisfatta può essere di nuovo ricondotta al bene. Non dimenticare di rispettare la parola data, ma allo stesso modo impegnati da dare la tua parola in tutte le situazioni in cui ti viene richiesto di ottemperare a un impegno a cui non sei preparato. Le prove aspettano sempre al varco. Non si può sfuggire alla legge della parola data in pegno del denaro, dell'amore, dell'amicizia o della verità, così come non si sfuggire alla legge degli impegni rigettati per codardia, interesse materiale, opportunismo, orgoglio e superbia.
Le mele marce si riconoscono non in coloro che non sanno rispettare gli impegni presi, ai quali è sufficiente la legge degli uomini ad insegnare, ma negli uomini che non si impegnano ad affrontare la verità e procedono attraverso la pratica dell' omissione, della mistificazione o della delega, spesso perpetrata con l'astuzia, l'inganno e la falsità, ad acquisire con determinazione un vantaggio materiale o un potere personale. Guardati dai codardi, dai lussuriosi, dagli opportunisti, dagli orgogliosi e soprattutto dai superbi. La superbia il peggiore dei peccati che l'uomo può compiere contro Dio.
Vorrei che tu leggessi con attenzione Sant'Agostino per cui la superbia coincide con la natura decaduta dell'uomo. Osservando le opere, le parole e le omissioni del superbo potrai comprendere pienamente le mie raccomandazioni e discriminare con serenità la luce dall'ombra, la freschezza dal decadimento, la lucentezza dall'opacità, l'armonia dal contrasto. La natura umana, ricordati, è come un canestro di frutta. Apparentemente in superficie gli uomini sembrano buoni, giusti, imparziali e corretti, ma in realtà , nell'Homine interiore decantato da Agostino, cova al suo interno l'elemento che lo conduce rapidamente in putrefazione. La caduta della natura umana nelle paludi putride generate dalla libido è uno dei temi cardine della dottrina del vescovo di Ippona e rappresenta il fulcro da cui può avere origine una razionale adesioni ai principi delle virtù. In ogni forma di apprendimento si deve procedere prima per negazione, affinché possa emergere con chiarezza gli effetti catastrofici generati da Lucifero nell'universo siderale.
La natura umana è sempre in bilico sul'estremità di un orrido. Finchè rimane sul piano orizzontale anche la frutta bacata presente in un canestro di frutta può essere gradita sia al palato che agli occhi, poichè anche l'errore, la superbia e l'orgoglio svolgono il loro ruolo all'interno dell'armonia"
Le parole del cardinale mi rimasero impresse nella memoria e solo dopo alcuni anni di studio, di riflessione e di indagine sulla natura delle sensazioni fisiche stimolate dalle forme, dai colori e dall'accostamento di elementi diversi all'interno di una unica rappresentazione, riuscii a dipingere il canestro di frutta che il prelato avrebbe voluto vedere dipinto. Anche adesso, mentre mi appresto a dipingere la lucente spada di Davide, ricordo con affetto la raccomandazione del Cardinale di rimanere umile al cospetto di coloro che detengono lo scettro della legge e della conoscenza.
CARAVAGGIO, Davide con la testa di Golia, 1605 Inciso nella spada: HASos HumilitAS Occidit Superbiam
" Sei solo un artista ignorante. Devi rassegnarti a fare della tua vita un banco di prova, di apprendimento e di ricerca. Non puoi illuderti di fare da solo. La conoscenza non è il frutto di un unico albero, ma è il raccolto delle rosse mele che crescono nel giardino delle esperidi. Usa il giallo come sfondo ed emergerà nella tua mente il bisogno di discriminare la bontà di ogni frutto, la giustezza del decoro delle foglie e la proporzione tra le parti non omogenee. Impara l'arte di salire sugli alberi per raccogliere i suoi frutti migliori. Non aspettare che cadano da soli, poichè verità, bellezza e conoscenza emergono nella mente al termine di una selezione accurata di ciò che matura nel cervello degli uomini. Cogli solo la frutta migliore, la più matura e gustosa e non cedere alla tentazione di rimanere pigro ad aspettare che il cibo adatto alla tua anima ti cada sulla testa, poichè ciò non accadrà mai."
12:00
Scritto da: na-caravaggio
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13/04/2007
A scuola dal Cardinale....(1586 - 1591)
Come il santo martire il giorno della sua vocazione...

CARAVAGGIO, Vocazione di San Matteo, 1599
Dicembre 1586. (Michelangiolo Merisi ha 15 anni)
Il cardinale mi stava aspettando nel piccolo studio adiacente la chiesetta del paese. Ogni mese il prelato mi convocava per affidarmi piccoli lavori di sistemazione delle parti lignee degli ornamenti sacri o per ritoccare con il colore le statue che addobbavano le pareti dell'edificio. Ero ancora molto giovane, ma lavoravo già da un anno in una bottega di un pittore di Milano e il cardinale riponeva un'insolita fiducia nelle mie capacità artigianali. Entrando nella stanza, il cardinale alzò la testa dal libro che stava leggendo, assorto profondamente in pensieri a me imperscrutabili.
"Ah, il mio giovane artista... stavo pensando a qualcosa da farti sistemare, ma non mi sovviene nulla, per il momento". Rimasi come al solito abbagliato dal rosso vermiglio del mantello che emergeva dalla tunica bianca come il latte. Restai in piedi ad aspettare che mi dicesse qualcosa o che mi congedasse al più presto, ma quella volta, per un preciso desiderio di "darmi" qualcosa su cui lavorare, il cardinale mi fece accomodare sulla sedia con un gesto eloquente della mano.
"Caro figliuolo, tuo padre mi ha chiesto di insegnarti la dottrina della Chiesa in cambio dei tuoi favori, e ritengo giusto compensare il tuo diligente lavoro con il denaro che Dio distribuisce a coloro che si dedicano anima e corpo alla redenzione dei peccatori. Molte volte mi sono chiesto se questa sia una missione possibile per noi umili servi del Signore, ma la fede nelle facoltà guaritrici della parola divina e le incessanti dimostrazioni dei suoi poteri, mi aiutano quotidianamente ad affrontare con coraggio, speranza e compassione i gravosi impegni della predicazione. L'uomo è inconsapevole di essere un peccatore, poiché agisce seguendo i dettami della carne ed è difficile, anche per noi servitori della Parola di Cristo, prendere atto di essere come tutti gli altri uomini e di peccare forse più delle persone umili e semplici di cuore. La perfezione si raggiunge al termine di una "longhissima via" tracciata dai santi che hanno creduto fino in fondo nell'esistenza del Cristo che si fa carne all'interno di ogni uomo. Tale perfezione non si raggiunge attraverso l'erudizione, l'astinenza o la rinuncia ai piaceri corporali, ma attraverso tre fasi di conoscenza della natura umana, della natura divina e della natura spirituale. Ebbene, se la cosa non ti dispiace, mi metto a tua disposizione per educare la tua anima ai semplici principi di trasformazione della carne nell'amore vivificante di Cristo e infine nella conoscenza del suo spirito." Il cardinale mi camminava intorno, a testa bassa, gesticolando con le mani nell'evidente sforzo di scegliere le parole giuste affinché potessi comprendere almeno la buona intenzione di tradurre la dottrina cristiana in parole semplici e dirette. Non sapevo cosa rispondere, anche perché il prelato non sembrava interessato alla mia opinione in proposito, ritenendo tale impegno un atto volontario per sdebitarsi dei miei servigi, per cui non potevo sottrarmi. Mi sentii insolitamente nervoso. Giravo il cappello tra le mani come se fossi in procinto di essere sottoposto a un esame di coscienza a cui non avevo mai pensato in vita mia, e mi dimenavo interiormente come un animale in gabbia. "Non voglio costringerti ad ascoltare le mie lezioni e non ti chiederò di comprenderle. Sei ancora giovane, ma hai dimostrato uno spirito di sacrificio nel lavoro che ti distingue dagli altri. Non avere paura di scegliere di rinunciare all'istruzione spirituale, anche perché l'uomo virtuoso agisce secondo la coscienza divina e ogni sua azione, anche la più immediata e istintiva, è pervasa dalla grazia. Il Padre tuo mi ha incaricato di istruirti alla conoscenza della natura umana, delle virtù e dei sacramenti cristiani. Ciò ti sarà di grande aiuto nel tuo lavoro, nella vita e nelle difficoltà." Il cardinale intrecciò le dita delle mani in attesa di una risposta. Abbassai la testa. Non avevo mai provato un simile turbamento, ma dopo qualche secondo mi sentii più rilassato e annuii, anche se non ero certo che quella fosse una mia precisa volontà. Non avevo mai avuto una vocazione religiosa, anche se mia madre lo aveva desiderato educandomi all'obbedienza, al rispetto e alla buona condotta. Ero un semplice artigiano, ignorante e privo di ambizioni, ma il destino aveva voluto che avessi la possibilità di essere istruito alla dottrina che fino ad allora mi era sempre stata estranea, come il San Matteo che avrei dipinto 13 anni più tardi. seduto a conversare in una osteria della città. In effetti mi sentii in quel momento come il santo martire nel giorno della sua vocazione: la stesso testa china, lo stesso imbarazzo nei confronti degli amici e la paura di non poter più tornare indietro. Cristo mi stava chiamando, dal profondo del mio essere, e San Pietro, nei panni del cardinale, mi indicava tra coloro che potevano intraprendere la Grande Opera e portare a compimento l'annerimento della prima materia. Non avevo scelta. Non potevo che abbassare lo sguardo e farmi riconoscere. Come il santo martire nel giorno della sua vocazione......
Per yuna analisi del dipinto clicca il link a fianco: emblemi della percezione cognitiva
18:10
Scritto da: na-caravaggio
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